Saponi fatti a mano – Un appello alla solidarietà con le donne beduine della Terra Santa
“Come faremo ad aspettare due mesi? Perché non sei venuto prima?” chiedono impazienti le donne beduine quando scoprono che il sapone artigianale appena creato ha bisogno di tempo per seccare.
In una terra in cui quasi tutto viene vissuto con urgenza e scarsità, questo progetto offre qualcosa di nuovo: un’attesa significativa.
In nove villaggi nel deserto della Giudea, le donne beduine imparano l’arte di produrre saponi naturali, utilizzando essenze che nascono dal loro ambiente e dalla loro storia.
Abbiamo già tenuto il primo workshop in diverse comunità… e loro ne vogliono ancora. Vogliono imparare bene, provare nuovi ingredienti, scoprire altri modi di prendersi cura, creare e sognare.
Guidati da Antonela, un’amica italiana esperta e appassionata, scoprono come trasformare l’olio extravergine di oliva, il cocco, l’aloe vera, il latte di capra, il miele, la camomilla, la curcuma e il cetriolo in balsami che nutrono la pelle e ne esaltano la dignità.
Con guanti, occhiali protettivi e tanta attenzione, realizzano saponi che sembrano torte da festa. Anche
se sconsigliamo ai bambini di avvicinarsi, è impossibile frenare la loro curiosità. Sotto il sole cocente o il vento freddo, gli asili si trasformano in laboratori di creatività, bellezza e resilienza.
Perché qui non produciamo solo sapone. Qui si curano le ferite invisibili, si idratano i sogni, si profuma la vita. Qui la speranza ha la forma di una saponetta, profumata di lavanda, aloe, camomilla, tuberosa e del
colore della terra. Alcune donne sognano di utilizzare il fango e il sale del Mar Morto per le loro proprietà curative. Altri già immaginano di vendere le loro creazioni nei mercati locali e non solo, generando un reddito sostenibile per le loro famiglie.

[Testo tratto dalla Newsletter delle suore comboniane. “La porterò al deserto e parlerò al cuore” – Azareya / Estensione della Comunità di Betania, TERRA SANTA]